la vera storia del Circo Lillà

C’era una circo lillà piccolo e bello, accudito come un figliolo dalla dolce Caramilla Pelush e dalla sua fida fatina Cinciallegra Alberzia. Giorno e notte lavoravano di mano e d’ingegno per far vivere il sogno dei bambini più sfortunati: diventare eroi per un giorno almeno, per un’ora, per quell’attimo di volo tra un trapezio e l’altro.
Ma come in ogni storia c’è il cattivo e in questa è lui: il Mania, lo Zoppo, il Mat! I soprannomi si sprecavano. Quando passava, tutti si tacevano e abbassavano sguardo e cresta. Essendo il marito della povera Caramilla (che ingenua bimba era stata!) la faceva da padrone pur essendo solo un fastidioso parassita. Peggio: nella lunga carriera malvagia aveva terrorizzato mamme e bambini con “L’Albero Nero”, un tentativo, per fortuna fallito, di ipnotizzare e condizionare il mondo attraverso la TV oppure fondando la “Grande Sola di Circo”, per attrarre bambini sprovveduti in una finta scuola, facciata di una fiorente tratta di corpi umani!)
Per venti anni i poveri abitanti del circo lillà avevano subìto in silenzio…
Ma un un bel giorno, finalmente, capitanati dalla coraggiosa Cincia, gli artisti si ribellarono e, viso a viso, con mirabile coraggio, lo affrontarono, tutti insieme.
“Basta con i soprusi e le angherie! Vogliamo pace e amore! Siamo stufi di essere insultati!
Davanti al petto forzuto del prode Capitan Papà Papaolo indietreggiò come un lombrico sibilando: torneròòòò!
(nelle due versioni, solo il personaggio del Bagonghi Trottolo, compare a questo punto, sempre trotterellante di qui e di là, spaventato e incerto)
Il cielo si fece plumbeo, un tuono ruttò e una fitta pioggia cancellò la sua losca figura.
Nessuno lo vide più ma… se vai al circo lillà, ancora oggi, puoi vedere un buco nella rete o per terra. Di dice che sia il Mania che da allora, s’aggira di notte in cerca di vendetta.

la vera storia del Circo Lillàultima modifica: 2016-05-18T13:34:52+02:00da claudiomadia
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