Circo Lillà

speravo che uno scritto infantile non potesse suscitare scandalo. invece…
quindi tanto vale ammettere che fatti e persone qui descritti alludono eccome

“il buon carattere è la più egoistica delle virtù.
molto spesso dietro a un buon carattere si nasconde un indole neglittosa”
william hazzlitt

c’era una volta un circo colore lillà, piccolo e bello perché coccolato.
La padrona di casa, pardon di tenda, era la Signora Direttrice Cacamilla Pelosullo. Burbera e sfacciata
sorrideva solo quando il pubblico arrivava a frotte al suo chapiteau.
Il suo braccio destro era Ciccia Altericcia, la donna cannone altera e alticcia e …
bassa e grassa come un tappo del Natale passato.
Una comandava, l’altra riferiva e il pagliaccio Claundio Madgia, un po’ clown, un po’ mago, eseguiva solerte.

“Pulisci lì!” e lui nettava e ci piantava anche un fiore
“aggiusta questo!” e lui riparava e inventava qualcosa in più.
“lavora!” e lui riempiva il tendone di gente festante e li faceva divertire.

Era il beniamino di tutti e, invidiose, Cacamilla e Ciccia non perdevano occasione per criticarlo:
“Questo cannone fa schifo!” …Claundio lo ornava di fiamme dipinte. “Fa schifo ancora!”

I due Bagonghi del circo, i fratelli Pavlov, fingevano di non sentire: essendo di buon carattere, evitavano di contraddire Ciccia, tantopiù Cacamilla!
“Dai, puoi fare di me … di me … di meglio!” diceva Balbettolo e, se veniva messo in punizione, Trottolo lo apostrofava con un: “beh, te la sei proprio andata a cercare…”
Ogni tanto Claundio aveva cercato di protestare contro le scelte più ingiuste, inscenando muti cortei, seguito dai suoi fedeli conigli oppure catturava moscerini e zanzare e minacciava, con lettere anonime, di uccidere gli ostaggi se non fossero state accolte le sue richieste. Ma niente da fare!
(liberava gli insetti e lasciava che i suoi amici pipistrelli banchettassero felici)
Un giorno però Claun si arrabbiò e lo fece come solo i pagliacci sanno fare: seriamente!
il motivo era piccolo: un’aiuola appena fiorita trasformata in parcheggio ma lui scoppiò letteralmente: diventò sempre più rosso e il naso quasi raddoppiò, poi iniziò a tremare tutto. I conigli sparirono al istante e tutto si fermò (tranne le gambette di Trottolo e Balbettolo che correvano di qua e di là senza trovare nascondiglio abbastanza sicuro). Infine, al culmine della tensione, esplose con un urlo da leone (che Fibra la vecchia e sorda leonessa del circo prese per un complimento) … Boom! Come nelle gag più scontate.
Quando il fumo si sollevò e la polvere tornò al suolo, al posto di Cloun c’era un buco e lui era sparito.
Come in una ritrita magia.
Qualcuno notò, impigliato su un filo sopra il tendone, la sua giacca rattoppata ancor più sbrindellata
Così si disse che era sparato in cielo e in effetti nessuno lo vide più.

E questa è la storia fino ad oggi. Se andate a vedere il circo lillà, trovate ancora il buco per terra e in cima al pennone, la giacca garrire.

continua…

Circo Lillàultima modifica: 2015-10-10T11:27:47+02:00da claudiomadia

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