testa di legno!

Giocare al teatro dei burattini
(ipotesi Salani dopo “Faccia da clown”)

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1 Il mondo dei burattini

Che cosa è un burattino
VI RACCONTO UNA STORIA? ANZI TANTE
I burattini sono pupazzetti con la testa di legno che, animati da tre dita della vostra mano, raccontano fiabe, favole e altre storie.
VOLETE PROVARE A RACCONTARE VOI?
legno2 Io sono Rino … e hanno scelto me per accompagnarvi in questo mondo fantasioso per tanti motivi: anch’io, come i burattini, ho la testa dura e posso picchiarla contro le pareti o per terra, senza sentire neanche un poco di male; poi, ho le zampe che, certo, non sono proprio come le vostre mani ma sono meglio di niente. Con esse, posso costruire e animare i burattini.

Inoltre sono un abitante dei boschi e conosco i migliori alberi di pino cembro detto “cirmolo”.
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Che cosa centra il cirmolo con i burattini?
Indovinate? (la risposta a pag xx)
Immagino che non vediate l’ora di mettervi al lavoro ma temo che dovrete aspettare a usare le vostre zampe, pardon, le vostre mani, perché vi devo raccontare prima un bel po’ di cose.

Come nascono i burattini
STORIA DI SIMEONE
Si racconta che Simeone, un Santo eremita che meditava e pregava nella sua grotta solitaria, fosse continuamente distratto dall’arrivo di persone che gli chiedevano consiglio. Decise allora di nascondersi in un luogo ancora più lontano e si arrampicò persino su una colonna per non essere più disturbato nelle sue preghiere, tanto lui, di consigli, non ne sapeva dare!l4
Malgrado ciò, la gente continuava a tampinarlo con domande e richieste, accalcandosi sotto la sua colonna.
Simeone non poteva neanche sporgersi a rispondere perché rischiava di cadere di sotto, solo la sua mano poteva allungarsi e farsi vedere dal basso. Allora la camuffò, trasformandola in un omino: la coprì con uno straccetto e fece la testa con una pallina, forse di mollica di pane, infilata nel dito indice.
Quando venivano a chiedergli consiglio, San Simeone, sporgeva il pupazzetto e rispondeva:
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– Cosa volete da me? Non vedete che sono solo un mucchietto di ossa con addosso uno straccetto? Come posso esservi d’aiuto?
Questa storia non si trova in nessun libro, me l’hanno raccontata i burattinai che vengono nei miei boschi a raccogliere legna di pino cembro. (Ancora il cirmolo?! ) ma io sono sicuro che sia vera oltre che molto bella, inoltre dimostra che il burattino nasce da una necessità, dall’esigenza di comunicare e dalla consapevolezza che noi, creature del mondo, in fondo, siamo poco più che burattini. O che davvero i burattini hanno un cuore e un’anima!
PROVIAMO A COSTRUIRE IL BURATTINO DI SAN SIMEONE: CON IL PANE O CON UN MANDARINO … E POI CE LO MANGIAMO!

STORIA DI RINO
I burattini “moderni”, vecchi solo mezzo millennio, nascono anch’essi per necessità ma di tutt’altro tipo.
E nascono per merito di un mio antenato. Si chiamava come me ed era un orso ballerino. “Balla, Rino!” dicevano tutti e da allora si dice “ballerino” e non, per esempio, “ballatore”. (Si direbbe così se il mio antenato si fosse chiamato Tore!)
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Rino era stato ingaggiato come attrazione in una compagnia girovaga di “commedianti dell’arte” formata da una grande famiglia rappresentata da tre generazioni: i vecchi genitori, i figli e i nipoti. Un giorno, stufo di ballare, Rino si mangiò i bocconcini più teneri (i figli e i nipoti) e scappò nei boschi.
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I vecchi genitori, dopo aver pianto per la terribile perdita, per non morire di fame, tornarono a girare le piazze ma non potendo più mettere in scena attori veri (divorati da Rino), li sostituirono con pupazzi da animare con le mani. Di quelle ne avevano ancora quattro!
Da allora lo spettacolo dei burattini ebbe molto successo e divenne un’arte propria. (Gli orsi, invece, furono a lungo cacciati fino quasi all’estinzione.)

Perché i burattini
QUESTO CAPITOLO è DEDICATO AGLI ADULTI
I burattini, ancora oggi, sono una necessità, per chi li anima ma soprattutto per chi li guarda. Come i loro progenitori umani (gli attori della commedia) sanno improvvisare e interagire con gli spettatori, sanno raccontare storie pubbliche del passato e del presente o scovare e guarire dolori privati, fino a trasformare un piccolo spettacolo in un grande rito liberatorio.

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I burattini possono fare tutto, non rispettano le leggi della fisica, non pongono limiti alla fantasia.
I burattini raccontano anche storie per “grandi” ma i migliori spettatori sono i bambini, avidi di esperienze ma, in fondo, timorosi del mondo, che si immedesimano in quei personaggi piccoli e indifesi e li vedono vivere avventure veramente straordinarie e uscirne, alla fine, vittoriosi.
Il teatro con i burattini aiuta a scoprire, a dar corpo e voce, alle urgenze, alle emozioni, ai pensieri e ai sogni che altrimenti resterebbero chiusi e inutili nel nostro cuore.
Per i più piccoli, i burattini sono magici. Anche se l’animatore è a vista, il bimbo guarda e si relaziona solo con il simulacro, si immedesima, si confida, si fida.
Gli esseri umani (in quanto animali sociali) comunicano sia con il corpo che con la voce perché possano capire anche i sordi e i ciechi.

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Più è importante quello che vogliamo comunicare, più il messaggio è visibile o udibile. Il burattino è fatto apposta: è una forte voce in un corpo stilizzato ma super acrobatico.
Il burattino trasmette emozioni concentrandole in tre estremità, agili e svelte, immediate: una testa e due braccia. Non si preoccupa di essere bello o realistico, di sembrare vero, non vuole ingannare o adescare nessuno, continua onestamente a dire come San Simeone:“vedi, sono solo uno straccetto…” quello che importa è emozionare, far capire, raccontare, in sintesi.

continua

testa di legno!ultima modifica: 2015-10-21T10:03:59+02:00da claudiomadia

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